Menu Chiudi

Radon

Il radon è un gas radioattivo naturale inodore ed incolore prodotto dal decadimento radioattivo dell’uranio. L’uranio è uno dei più antichi elementi naturali esistenti sulla terra ed è distribuito ubiquitariamente, ossia ovunque sulla crosta terrestre, benché la sua concentrazione vari da luogo a luogo. Anche la concentrazione nei materiali da costruzione è variabile ed è più alta nel TUFO, nelle pozzolane e nei graniti, mentre risulta inferiore nei marmi e nelle arenarie. Il radon viene generato dall’uranio presente nel terreno e poi si diffonde nell’aria presente nel sottosuolo che è in costante scambio con l’aria dell’atmosfera. Da un sottosuolo poroso o fratturato si diffonde facilmente in superficie raggiungendo anche distanze considerevoli dal punto in cui è stato generato. Una parte dei prodotti di decadimento del radon, anch’essi radioattivi, si attaccano a polvere, fumo e vapore e possono essere inalati. Si fissano, così, all’interno dell’apparato respiratorio (bronchi e polmoni) danneggiandone le cellule ed aumentando il rischio di possibili processi cancerogeni. Tale rischio è proporzionale alla concentrazione di radon ed al tempo trascorso in ambienti ove esso è presente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha stimato che, dopo il fumo, il radon è la causa principale del tumore polmonare.

La nuova direttiva Europea 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 dicembre 2013 pone nuova viva attenzione alla problematica abbassando notevolmente i limiti di esposizione consentiti. Poiché i risultati epidemiologici ottenuti da studi residenziali hanno dimostrato un aumento statisticamente significativo del rischio di carcinoma polmonare correlato all’esposizione prolungata al radon in ambienti chiusi già a livelli dei 100 Bq/m3, la Comunità Europea ha ridotto i valori di riferimento da 500 Bq/m3 della normativa precedente ai più moderati 300 Bq/m3 consentiti puntando l’indice su questo gas radioattivo e marcandone la pericolosità in modo concreto.

Condividi