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Le Radiazioni

Radioattività e sorgenti di radiazioni

La radioattività e le radiazioni ionizzanti evocano suggestioni di pericolo potente e invisibile, di estraneità minacciosa per la dimensione eco-biologica degli organismi viventi. Ma la radioattività è una normale componente dell’ambiente naturale. L’uomo è stato costantemente esposto alle radiazioni di origine naturale fin dal suo apparire sulla terra e queste sono rimaste l’unica fonte di irradiazione fino a poco meno di un secolo fa. La radioattività naturale può essere sia terrestre che extraterreste; la prima è dovuta ai radionuclidi cosiddetti primordiali presenti in varie quantità nei materiali inorganici della crosta terrestre (rocce, minerali) fin dalla sua formazione. La seconda è costituita dai raggi cosmici e dai radionuclidi cosmogenici.
Fra gli elementi radioattivi di origine terrestre che troviamo continuamente presenti nella nostra quotidianità come alcuni fertilizzanti o materiali attivi, è da ricordare il gas radioattivo Radon. Passando poi alle sorgenti radioattive artificiali  si può affermare che queste sono numerosissime e sono contenute in strumenti di uso quotidiano impiegati nelle più svariate applicazioni, dall’ambito industriale, in piccole realtà lavorative e in ambito sanitario. Macchine radiogene vengono usate oggi, ad esempio per la determinazione di difetti nelle saldature e nelle strutture di fusione, per la sterilizzazione di derrate alimentari e di prodotti medicali, nelle industrie conserviere per il controllo dei prodotti prima della commercializzazione, etc.
Altra fonte di grande uso di sorgenti di radiazioni e che creano numerose occasioni di protezione e sorveglianza dalle Radiazioni Ionizzanti sono le diverse applicazioni mediche esistenti.
Si tengano presenti le molteplici attività diagnostiche e terapiche che fanno uso di macchine radiogene e radioisotopi come l’utilizzo per la terapia radio metabolica, RIA e laboratori diagnostici o ancora come l’utilizzo dell’ortopantomografo o del radiografico per i dentisti, delle macchine scintigrafiche, delle attività radioterapeutiche, delle macchine mammografiche e tanto altro. Conviene ricordare ancora l’utilizzo dei radioisotopi nella medicina nucleare, alla quale si ricorre per la rilevazione dei radionuclidi iniettati nell’uomo al fine di studiare numerosi processi fisiologici e per la localizzazione di carcinomi.
Da elencare ancora l’utilizzo delle sorgenti radioattive nel settore industriale (con marcato utilizzo per i misuratori di livello e spessore di contenitori alimentari, forni per cottura alimenti, zavorre per nautica e marina, gammagrafia industriale, ecc.), nel settore della ricerca (utilizzo di radioisotopi o macchine radiogene), nei prodotti di consumo (rilevatori di fumo, alcune candele per motori a scoppio, vecchi parafulmini, segnali di sicurezza luminescenti, rivelatori di umidità e contenuto d’acqua, quadranti di orologio, sistemi antistatici, insegne luminose, ecc.) e in tante altre applicazioni. 
Di notevole interesse sono oggi anche gli impianti di smaltimento dei rifiuti con i famosi “PORTALI” posti all’ingresso dei centri di conferimento dei rifiuti urbani, i quali servono a verificare la sempre più frequente presenza di materiale radioattivo nei veicoli che trasportano i rifiuti urbani. Ugualmente sensibili risultano anche i diversi depositi di ferro e metalli contenenti anch’essi materiale radioattivo spesso fuso all’interno dei metalli o semplicemente raccolti da smantellamento e smaltimento di precedenti impianti “caldi”.
In Italia l’inquinamento elettromagnetico è uno dei temi ambientali di maggiore risonanza presso l’opinione pubblica. Un punto fermo è la presenza, anche in questo caso, di disposizioni e di normative che stabiliscono livelli limite a questi campi.

Campi elettromagnetici

Le fonti principali da elencare sono le onde radio emesse da antenne radiotelevisive e per telefonia mobile. Da queste si sono generate versioni controverse sulla natura del danno e del rischio indotto dalle stesse che vanno, comunque,  dal riscaldamento del capo o dell’organismo immerso in tale campo magnetico  con danni indotti dalle correnti che si generano, fino a rischiare fenomeni di carcinogenesi. L’altro capitolo in tema di inquinamento elettromagnetico è quello riguardante i campi elettrici e magnetici prodotti a frequenza di rete (50 Hz) dagli elettrodotti ad alta tensione e dalle linee di distribuzione dell’energia elettrica, nonché dai dispositivi di ogni tipo alimentati ad energia elettrica e presente ovunque nelle nostre abitazioni. Spesso, nella nostra quotidianità in quanto ad abitazioni o ambienti di lavoro, risultiamo immersi in campi elettromagnetici di potenza elevata e, spesso, ne ignoriamo il grado. Con le nuove normative europee, recepite anche dall’Italia, si è mostrata finalmente la giusta attenzione a questo genere di ericoli.

Radiazioni ottiche artificiali (ROA)

Questa categoria è rappresentata da sorgenti di radiazioni otiche di diverse forme, molte delle quali sono fonti di grande pericolo. Basti pensare alla Radiazione Ottica coerente e collimata rappresentata dai Laser. Spesso lo si ignora ma, molti dei puntatori utilizzati in conferenze, i laser utilizzati per coreografie in discoteche o per semplice utilizzo scenico, sono risultati nella categoria di rischio per la salute anche di grado massimo e spesso erano banditi dalla legge italiana ma, essendo di dubbia origine (spesso cinese), lo si ignorava. Queste sorgenti, insieme alle comuni lampade abbronzanti, o lampade ad infrarossi  per uso sanitario e tanti altri strumenti di uso comune,  provocano ingenti danni alla salute se usate in modo indebito. Anche pochi secondi esposti ad alcune delle sorgenti ottiche appena elencate possono provocare arrossamenti della pelle fino alla desquamazione o alla formazioni di melanomi o, per quanto riguarda gli occhi, cataratta o distacco della retina.
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